La luce nottura aumenta la probabilità di sviluppare un cancro al seno

In questa rubrica già altre volte è stato trattato il tema dell’inquinamento luminoso e di come uno sfasamento della normale esposizione alla luce possa portare conseguenze più o meno gravi.
Il sonno non è l’unica cosa a cui stare attenti quando le ore serali si avvicinano, una corretta esposizione alla luce è fondamentale per i cicli del nostro organismo e secondo ricercatori della Harvard University gli individui esposti a fonti di luce superiori alla norma hanno più probabilità di sviluppare un cancro al seno.

Come la luce nottura aumenta la probabilità di cancro al seno

Per raccogliere i dati i ricercatori si sono soffermati su un campione di 110.000 infermiere con realativi orari dei turni notturni e luogo di residenza. Sono state quindi analizzate le immagini satellitari notturne per valutare il quantitativo di esposizione alla luce.
Dall’incrocio dei dati è scaturito che le donne esposte a fonti di luce pari a un quinto superiore della classifica delle aree più illuminate, hanno una probabilità di sviluppare il cancro al seno superiore del 14%, in particolare le donne in età precedente alla menopausa.
A rafforzare l’ipotesi dell’esposizione alla luce come fattore incriminante i picchi con percentuale più alta risultano essere nelle infermiere con più turni notturni.

Da un lato sembra inverosimile pensare a un pericolo simile legato alla “luce visibile” che sappiamo non avere nessuna correlazione con modificazioni dirette del DNA o danneggiamento anche solo minimo delle cellule, dall’altro il vero fattore su cui soffermarsi è la reazione che l’organismo ha in presenza di fonti di luce, che siano esse artificiali o naturali.
Il nostro corpo si è evoluto attraverso molti anni arrivando all’assioma che se è esposto alla luce allora è giorno diversamente è notte. Questa semplice considerazione fa una differenza incredibile per i cicili che il nostro organismo deve affrontare per una corretta salute durante una normale giornata alternata da giorno/notte. In questo articolo sono state scandite le fasi dei cicli circadiani giornalieri: Come i ritmi circadiani influenzano la nostra giornata
Per comprendere meglio possiamo pensare all’organismo umano come un computer programmato per svolgere determinati compiti in determinati orari ed è proprio l’esposizione alla luce, insieme ad altri fattori, a far capire all’organismo in che ora si trova e quando avviare determinate procedure.

L’importante melatonina assorbita dalla luce

Un fattore su cui gli scienziati di Harvard si sono soffermati è la produzione della melatonina da parte della ghiandola pineale, un ormone fondamentale per il sonno, con importanti capacità antiossidanti e con effetti protettivi rispetto allo sviluppo di numerose patologie. Proprio la carenza di questo ormone potrebbe giocare un ruolo fondamentale per capire il risultato dello studio.
La tipologia di luce che più interrompe la produzione della melatonina è proprio quella di cui giornalmente tendiamo a circondarci sempre di più: quella dei nostri smartphone, tablet e pc portatili.
Molti studi stanno analizzando i potenziali danni di questa “luce blu” e su come influisca sulla produzione della melatonina, qui un interessante approfondimento: Perché è meglio evitare smartphone e PC nelle ore serali

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