La televisione in camera causa problemi e dipendenze nei bambini

La cameretta è un luogo speciale per ogni bambino, un posto in cui rifugiarsi, un proprio spazio personale nella casa dove poter dare vita alle sue fantasie e esprimere le proprie attitudini. Ma se fossimo proprio noi adulti a inserire un oggetto pericoloso in un luogo così importante per la sua crescita?
A essere chiamata in causa da uno studio dell’università di Iowa è la televisione, precisamente la possibilità sempre più diffusa che hanno i bambini di avere la televisione (con annessi video giochi) direttamente nella loro camera da letto.

I pericoli: dipendenza, obesità e scarso rendimento scolastico

Lo studio portato avanti da Douglas Gentile, docente di psicologia e psicologo professionista, ha analizzato lo stato di salute e i comportamenti di diversi bambini per un periodo dai 3 ai 6 mesi.
Le conclusioni a cui è arrivato non sono state positive: la televisione in camera da letto ha influenzato negativamente i risultati scolastici dei bambini, diminuendo drasticamente il tempo dedicando alla lettura e alle attività all’aperto.
A tutto questo si aggiunge un aumento dell’aggressività fisica dei piccoli, con un maggiore rischio di sviluppare dipendenze da TV e video giochi.

Un aspetto critico risulta essere la diminuzione dell’attività fisica: con l’aumento delle ore passate davanti alla TV e il relativo stile di vita sedentario, sono molti i bambini che hanno sviluppato o rischiano di sviluppare disturbi legati all’obesità.

Sono diversi gli studi che confermano l’aumento del tempo davanti alla televisione da parte dei bambini, con punte massime che arrivano a toccare le 60 ore settimanali!
Gli studi evidenziano che oltre il 40% dei bambini di età compresa tra i 4 e i 6 anni hanno una TV a loro disposizione direttamente nella camera da letto e che, la maggior parte dei bambini di età superiore agli 8 anni possiede una console con il quale video giocare in camera propria.

Questi studi si sono soffermati ad analizzare la situazione nell’ottica di televisori e video giochi, ma secondo lo stesso psicologo Gentile Douglas i dati potrebbero essere nettamente più preoccupati se si analizzassero anche le nuove tecnologie come: smartphone e tablet.

Sapevi che smartphone e tablet possono essere un pericolo per i bambini? Ecco due articoli di approfondimento:

  1. Disturbi del linguaggio nei bambini per via dei tablet;
  2. L’utilizzo dei touchscreen diminuisce il sonno dei bambini.

È la posizione a giocare un ruolo fondamentale

Gentile chiarisce che l’elemento fondamentale sul quale intervenire è l’accesso ai mezzi d’intrattenimento come TV e console.
Per un bambino facilmente portato alla distrazione da questi elementi è difficile, se non impossibile, poter resistere avendo questi dispositivi liberamente accessibili nella propria camera.

La chiave secondo lo psicologo è mettere delle barriere

  • Temporali: imponendo un limite giornaliero massimo di utilizzo.
  • Fisiche: allontanando questi elementi di distrazione dai posti in cui ci si aspetta che il bambino sia produttivo ed esplori le proprie attitudini (esattamente come la cameretta).

Bisogna rendere disponibili TV e video giochi solamente in aree della casa comuni, in cui poter controllare la fruizione sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

Un errore da evitare è quello di concedere, anche soltanto per un periodo di limitato di tempo, il trasferimento di videogiochi e televisore nella cameretta, perché come lo stesso Gentile tende a precisare: “È molto più facile per i genitori non permettere mai una TV in camera da letto, piuttosto che toglierla una volta che è già stata concessa”.

Video intervista in inglese al professore Douglas Gentile

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